
COMUNICATO STAMPA
L. 194 a Forlì ….. un protocollo senza confronto
Nella stesura del protocollo operativo per il miglioramento del percorso di Interruzione Volontaria della Gravidanza (IVG L. 194) le donne forlivesi, anche attraverso le loro rappresentanze sociali, non sono state coinvolte nei gruppi di lavoro li richiamati che, analizzando dati del nostro territorio, hanno poi elaborato un documento che attribuisce alle Associazioni del privato sociale, di orientamento cattolico, un ruolo spesso sostitutivo della struttura pubblica.
La L. 194 si è dimostrata nel tempo una buona legge che è riuscita a ridurre in maniera sostanziale l’aborto clandestino ma anche il numero complessivo di interruzioni di gravidanza.
La L. 194 oltre a contenere le norme che rendono possibili l’IVG, rafforza e ribadisce la funzione dei consultori famigliari quali servizi sanitari pubblici di primo livello vicini alle persone e per questo da potenziare garantendo loro la totale operatività (legge 34/96 un consultorio ogni 20.000 abitanti).
I servizi sanitari devono essere pubblici, elementi portanti di uno stato laico che, con l’approvazione della legge 194, ha voluto garantire il diritto alla procreazione cosciente e responsabile frutto dell’autodeterminazione delle donne.
La scelta effettuata dal protocollo operativo per il miglioramento del percorso IVG, siglato dal Comune di Forlì, dall’Azienda AUSL di Forlì e dalla Consulta delle famiglie di Forlì, denota un visione fortemente “sociale” della gestione dell’IVG, infatti troppa enfasi viene posta al supporto materiale offerto, elemento ritenuto determinante per dissuadere la donna, da una scelta, già di per se, sicuramente difficile e complicata che, invece deve comunque essere sostenuta per una reale affermazione dell’autodeterminazione.
Le donne della CGIL di Forlì, ribadiscono la loro totale contrarietà a qualsiasi revisione della L. 194 e chiedono con forza, così come già fatto con lettera del Segr. Gen. della CGIL di Forlì, di aprire un tavolo di confronto che coinvolga tutte le Associazioni di rappresentanza di genere e femminili che riconoscono l’importanza della legge 194 perseguendone la piena e reale applicazione, a partire dal pieno rispetto del principio che la ispira: l’autodeterminazione delle donne.
Per prevenire l’IVG è indispensabile avviare percorsi di promozione della procreazione responsabile attraverso programmi di informazione ed educazione sessuale tra gli/le adolescenti già nelle scuole medie inferiori. La contraccezione deve essere la vera prevenzione al ricorso all’IVG, la struttura pubblica il luogo dove si accoglie, sostiene e supporta la scelta maturata.
Forlì, 29.09.2008
La Responsabile delle Politiche di Genere
Antonella Arfelli