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Dichiarazione stampa di Enzo Santolini, Segretario Generale CGIL Forlì
Ho appena letto le dichiarazioni di Antonio Amoroso a mezzo stampa sul confronto per la modifica del modello contrattuale e ne sono stato francamente sorpreso, non tanto per le posizioni di merito (i valori non sono uguali per tutti), ma in particolare per i toni usati che, mi sembra, denotano un nervosismo da “grave difficoltà”.
Nel merito: nella piattaforma unitaria non era previsto che l’indice inflazionistico da utilizzare per i rinnovi dei contratti fosse depurato dal costo dei carburanti e dell’energia, che il valore punto per il rinnovo dei contratti fosse ridotto in media da 18.00 euro a 15.00 euro (in tal modo “rubando” salario ai lavoratori), che vi fosse un sistema di deroghe al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e un sistema sanzionatorio per lavoratori, delegati e Organizzazioni sindacali “disobbedienti”, e che vi fossero enti bilaterali poco trasparenti e finanziati dalla fiscalità generale, con funzioni di dimensioni tali da snaturare il rapporto tra rappresentati (i lavoratori) e rappresentanti (le organizzazioni sindacali).
Ad ogni modo c’è sempre un elemento di chiarezza che nella Piattaforma unitaria comunemente ci siamo assunti: il voto finale vincolante dei lavoratori. Oppure anche questa volta un pretesto servirà a dire ai lavoratori e ai pensionati di non avere il diritto di decidere per se stessi; il tempo sarà galantuomo.
C’è poi un elemento un po’ grottesco; quando qualcuno non ha argomentazioni credibili accusa gli altri genericamente di scopi politici e quindi di poca autonomia.
Ricordo che il 15 febbraio u.s. abbiamo proclamato assieme a CISL e UIL uno sciopero contro l’allora Governo Prodi affinché il “tesoretto” fosse utilizzato per agevolazioni fiscali al lavoro dipendente e alle pensioni.
Oggi il “tesoretto” non è stato speso per i lavoratori e i pensionati, le retribuzioni e le pensioni reali sono ulteriormente diminuite, quindici milioni di italiani sono in povertà o a rischio di povertà, i pensionati vengono umiliati con la “social card”, il Fondo per la non-autosufficienza non viene finanziato, si vogliono privatizzare i servizi pubblici al grido di “lavoratori fannulloni”, la Gelmini espelle dalla scuola 150.000 lavoratori, re-inserisce il ‘maestro unico’ e inventa le classi differenziate per gli stranieri, Brunetta taglia del 50% i distacchi sindacali, vincola il CCNL del Pubblico Impiego all’1,7% dell’inflazione programmata e lascia a casa i precari, il Governo si prepara a limitare se non a pregiudicare il diritto di sciopero, ecc…
Sì, forse qualche corvo sta volando sul sistema di rappresentanza che ha permesso a questo paese di superare fasi difficili e drammatiche come l’ingresso in Europa o il terrorismo, ma forse il Segretario della CISL ha sbagliato colore della livrea. Io invece sento tanti starnazzamenti e poca concretezza.
I lavoratori e i pensionati aspettano risposte ai loro problemi di reddito, di condizioni di lavoro, di condizioni di vita.
Il rischio vero è che la crisi che già sta diffondendosi nel paese, come conseguenza della crisi finanziaria, sia pagata ancora una volta dai più deboli, dai lavoratori e dai pensionati con perdita di potere d’acquisto, con meno tutele sociali, con più disoccupazione; in sostanza con tanta, tanta più povertà.
Infine io non credo che la strada giusta sia l’insulto e la delegittimazione di chi non la pensa come te, ma bensì avere nelle piattaforme unitarie discusse e approvate dai lavoratori un punto di riferimento imprescindibile. Diventa quindi indispensabile sostenere quelle rivendicazioni per rispondere concretamente ai bisogni e alle aspettative dei lavoratori e dei pensionati.
Certo sarebbe importante che le iniziative fossero unitarie, ma il rumore di cortile non è sufficiente; quindi la CGIL chiamerà i lavoratori e i pensionati a mobilitarsi a difesa dei loro diritti, del loro potere d’acquisto e delle loro condizioni materiali di vita e per contrastare i provvedimenti di un governo iniquo e arrogante e associazioni imprenditoriali portatrici di un’idea autoritaria di società.
Forlì, 18 ottobre 2008
Enzo Santolini
Segretario Generale CGIL Forlì