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La buffa verità del quotidiano Libero Almeno quando raccontate bugie informatevi meglio! Consigliamo al Direttore di rileggersi Pinocchio |
in risposta al vergognoso articolo apparso oggi sul quotidiano "LIBERO", nel quale si sostiene che la manifestazione di ieri potrebbe essere stata finanziata dai Caf attraverso i proventi dell’attività sulla "social card
Come abbiamo finanziato la manifestazione?
Una parte di risorse sono state ricavate dai bilanci della CGIL (nazionale, regionali e camere del lavoro) e così, tagliando sulle spese preventivate, si coprono alcuni costi. Ad esempio, la CGIL nazionale dal proprio bilancio per il 2009 ha stornato circa due milioni di euro ai quali si aggiungono altre risorse ricavate riducendo gli accantonamenti annuali finalizzati al prossimo Congresso.
La parte più rilevante delle spese viene coperta con la sottoscrizione volontaria promossa dall’inizio di febbraio.
La sottoscrizione volontaria è disciplinata da una legge dello stato. Abbiamo previsto ricevute di diverso importo (a partire da un euro) e le somme così ricavate sono gestite tramite appositi centri di costo evidenziati nei nostri bilanci.
Le affermazioni sui cinque milioni incassati per la social card sono totalmente false e chi le sostiene, oltre tutto, dimostra di non conoscere le norme che ha contribuito a definire o, come nel caso di alcuni giornali, ha condiviso.
Infatti, per la social card il sistema dei circa 70 diversi Caaf che operano in Italia non percepisce alcun rimborso dallo stato e, pertanto, il costo del servizio è interamente a carico delle società.
Le società fiscali sono, per legge, società di capitali e non è consentito alcun travaso di risorse ad altri enti o soggetti, come invece si vuol far intendere.
Domani daremo mandato ai nostri legali di querelare politici e direttori responsabili di quotidiani che hanno sostenuto delle falsità sul conto della CGIL.