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A proposito di
crisi economica, provvedimenti del Governo, posizioni sindacali,
ecc. ecc. facciamo almeno chiarezza su ruoli, responsabilità. C’è il Governo
che presenta una manovra, c’è chi la concorda formalmente(giudizio
di equità di CISL e UIL), chi segretamente (successivo via libera
sulle pensioni), chi ne è indifferente (giudizio sul licenziamento
senza giusta causa); c’è chi è contrario e fa proposte precise e per
sostenerle assume iniziative da oltre tre mesi fino a proclamare lo
sciopero generale ritenendo la manovra, iniqua, ingiusta, sbagliata,
ideologica e chiediamo al parlamento di cambiarla, perchè il nostro
sciopero si rivolge anche all’opposizione. Se si ha
l’accortezza di guardarsi la stampa delle ultime settimane è tutto
chiaro, compresa la condivisione degli interventi sulle pensioni,
sulle festività, sull’articolo 8 che cancella un accordo unitario di
pochi mesi fa; e poi di che trattativa si sta parlando, a qualcuno
risultano convocazioni, incontri con delegazioni di rappresentanza,
o forse ci si riferisce ancora una volta agli incontri segreti dove
si dicono cose che non si possono dire pubblicamente. Vedete c’è
diversità fra mediazione e complicità, la prima prevede la
trasparenza, la seconda la esclude; è come rivendicare di aver
cambiato la manovra non avendo fatto nulla, anzi forse avendo
contribuito a peggiorarla. E quando il
peso della manovra sarà insopportabile per i servizi pubblici locali
(asili, scuole, trasporti, sociale, sanità, ecc. ecc.) cosa direte a
quei sindaci (che ringrazio per essere in piazza con Io sono
convinto che se il 6 di maggio e il 6 di settembre gli scioperi
fossero stati unitari, questo Governo non ci sarebbe più; forse è
proprio questo che non si vuole e forse qui sta la complicità. Quando dico;
ritornate dai lavoratori non è provocazione o insulto, voglio dire
ridiamo assieme trasparenza e forza alle idee dei lavoratori, alle
nostre idee, condividiamole con loro, sosteniamole con la forza
della loro iniziativa e mobilitazione; diamo in un paese in
decadenza politica, istituzionale, morale un punto dal quale
partire; il lavoro, facciamolo con chiarezza e trasparenza. Il 6 di
settembre i lavoratori sciopereranno, la gente sarà in piazza non
solo per se stessa ma anche per un paese migliore. Forlì 4
Settembre 20011
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