Comunicato stampa

CONTRATTO CHIMICI: SIGLATA L'IPOTESI

DI ACCORDO PER IL TRIENNIO 2010-2012

 

L'aumento medio complessivo è di 150 euro: 135 sui minimi,

 13 euro sui fondi integrativi pensionistico e sanitario,

2 euro di rivalutazione del premio per chi non ha contrattazione aziendale. L'intesa sarà sottoposta al giudizio dei lavoratori.

Morselli (Filctem-Cgil): “Si è trattato di un negoziato vero, non è stato applicato alcun automatismo derivante dall'accordo separato.  Può ripartire un percorso per l'unità sindacale”

 

 

Partiti con tre piattaforme separate, sono approdati positivamente – dopo un serrato confronto -  ad una intesa unitaria. Siglata oggi a Milano – e prima della scadenza del 31 dicembre prossimo – l'ipotesi di accordo fra Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil, Federchimica e Farmindustria per il rinnovo del contratto nazionale del settore chimico-farmaceutico riferito  al triennio 1 gennaio 2010 – 31 dicembre 2012 (oltre 200.000 i lavoratori interessati, impiegati in più di 1700 imprese, il 90% delle quali piccole e medie).

L'intesa sottoscritta prevede un aumento medio complessivo di 150 euro,  di cui  135 euro distribuiti sui minimi (cat. D1), in tre “tranche”: dal 1 gennaio 2010, 38 euro; dal 1 gennaio 2011, 48 euro; dal 1 gennaio 2012, 49 euro. 

 

In sostanza, nel triennio 2010-2012 entreranno nelle buste paga dei lavoratori 3.626 euro in più, montante questo superiore – se rapportato al triennio – al risultato conseguito nel biennio precedente 2008-2009 (3.452 euro, n.d.r.), “che – fanno rilevare soddisfatti i sindacati – rappresenta una concreta risposta in difesa del reddito dei lavoratori del settore, falcidiato dalla crisi”. Nell'ambito della durata contrattuale – è anche scritto nell'intesa – le parti verificheranno eventuali scostamenti degli aumenti sulla base  dell'inflazione reale.

 

“Avevamo scommesso che il vero banco di prova – esordisce Alberto Morselli, segretario generale della Filctem-Cgil – sarebbe stato il merito, la sola possibilità concreta per valorizzare il contratto nazionale e ricostruire attraverso il negoziato  l'unità sindacale e il rapporto democratico con i lavoratori”.

“E i risultati conseguiti – prosegue Morselli – ci hanno dato ragione: l'indice Ipca previsto nell'accordo separato è superato nei fatti, prova ne è che Federchimica e Farmindustria, in ossequio a quell'accordo, avevano proposto un aumento pari a 102,50 euro, mentre portiamo a casa un aumento medio complessivo di 150,00 euro, conglobando gli scatti di anzianità”.  “E' il frutto – insiste Morselli – di un negoziato vero, sincero,  innovativo, che ha fatto rivivere più in generale l'autonomia delle categorie, e confermato la capacità dei chimici di saper individuare una soluzione complessivamente positiva”. ”Inoltre – aggiunge il segretario – abbiamo esteso e rilanciato la contrattazione di secondo livello, soprattutto per migliorare professionalità,  produttività e, di conseguenza, i premi di partecipazione”.

 

Ma le novità economiche non finiscono qui. L'ipotesi di accordo prevede anche – a totale carico delle imprese – 10 euro (0,45%)  in più per le prestazioni previdenziali di “Fonchim” (il fondo di previdenza complementare del settore, più di 163.000 gli aderenti, pari a quasi il 90% degli addetti)  mentre in  “Faschim”(il fondo integrativo sanitario del settore con 116.000 iscritti) si ridurrà del 50% l'attuale quota versata dai lavoratori iscritti (da 6 a 3 euro): con l'estensione sperimentale poi di “Welfarma” (il tavolo di concertazione sulle crisi, n.d.r.) a tutto il settore  si consolida quel “welfare contrattuale”, da sempre fiore all'occhiello della categoria. “Anche per questa via – spiega Morselli – abbiamo aiutato i lavoratori, in particolare per “Faschim” che – lo voglio ricordare -  rappresenta una risposta efficace allo strapotere delle polizze assicurative individuali, sempre più mercantili e sempre meno propense a coprire il bisogno sanitario non fornito dal Servizio sanitario nazionale”.

 

Altri incrementi contrattuali di rilievo sono previsti per i lavoratori in turno continuo, la cui indennità viene rivalutata di 1 euro, e per i quadri (l'indennità di funzione sale a 190 euro per la cat. A e a 100 euro per la cat. B, dagli attuali 172 e 90 euro).

 

Di rilievo, il nuovo contratto fornisce un forte impulso  alla estensione della  contrattazione di 2° livello, rafforzando il ruolo delle Rsu e dei livelli territoriali: è stata modificata infatti la soglia dimensionale delle imprese (dai precedenti 100 agli attuali 70 dipendenti) per la diffusione del premio di partecipazione  e incrementata l'indennità sostitutiva di 2 euro/mese (che passa dagli attuali 24 a 26 euro/mese) per quelle  aziende che non ne fruiscono.

Sui temi di scottante attualità come ambiente, salute e sicurezza – da sempre il “dna” dei chimici – si è ottenuto un aumento delle ore di attività formativa e l'istituzione di un apposito libretto formativo nel quale saranno registrati i percorsi formativi di ciascuno, oltre ad una maggiore diffusione delle “linee-guida”.

 

Inoltre sul mercato del lavoro c'è l'obiettivo dichiarato, per contrastare il fenomeno della precarietà, di puntare decisamente alla stabilizzazione occupazionale, definendo sia pur in via sperimentale – a fronte di un inserimento a tempo indeterminato - l'allungamento del periodo di prova per i giovani di prima occupazione, che rappresenta una vera novità nel panorama del mercato del lavoro italiano.

Infine, la sensibilità delle parti sulla formazione continua e la riqualificazione per tutti i lavoratori, ha prodotto un piano straordinario rivolto  proprio ad un ulteriore sostegno delle azioni formative (d'ingresso, addestramento, continua, congiunta) particolarmente rivolto ai lavoratori in cassa integrazione e mobilità (oltre 50.000 solo negli ultimi mesi, n.d.r.).

 

L'ipotesi di accordo stipulata – fanno sapere i sindacati – sarà sottoposta unitariamente al vaglio delle assemblee dei lavoratori, secondo l'accordo che le federazioni dei chimici si erano date unitariamente fin dal febbraio 2008.

 

Milano, 18 dicembre 2009