A tutti gli organi di stampa

IL SAPPE SI E’ SVEGLIATO

MA ERA MEGLIO CHE AVESSE CONTINUATO A DORMIRE

 

In data 6 marzo 2008 finalmente il sindacato autonomo Sappe si è accorto delle problematiche del Carcere di Forlì.

Quelle vere intendiamo, non le beghe sollevate per salvaguardare alcune situazioni personalistiche di qualche iscritto o attaccare ingiustificatamente un gruppo di lavoratori.

Per amor di verità, segnaliamo una serie inspiegabile di inesattezze esternate dal sindacalista,  riportate sulla stampa locale e desunte anche dal sito del Sappe:

 

         i detenuti, dopo l’indulto, sono tornati ad essere tra 180 e 200 unità, a frante dei 135 regolamentari e dei 165 tollerabili (dati del D.A.P.);

         il personale di Polizia Penitenziaria dovrebbe essere di 125 unità ed è invece di 117, dai quali si devono oltretutto togliere ben 14 poliziotti distaccati in altre strutture delle amministrazioni penitenziarie (quindi mancano l’ameno 22 poliziotti);

         nella Casa Circondariale non c’è mensa, ma la maggior parte del personale preferisce avere in sostituzione il buono pasto anche in considerazione del fatto che di solito nelle mense la qualità del cibo non è ottima.

            Inoltre, a seguito di una trattativa con la direzione, nonostante il buono pasto, viene garantito a tutti  i poliziotti di accedere al bar negli orari dei pasti;

         il bar esiste e c’è sempre stato; strano che il collega Capece non se ne sia accorto visto che ne è stato ospite e che pare gli sia stato anche offerto un caffè.

Ciò che fa bene al personale è la VERITA’ non la demagogia e le parole vuote che non producono effetti; ha bisogno di soluzioni concrete a tutte le disfunzioni che vive giornalmente in un carcere vecchio, fatiscente e sovraffollato.

Arriva comunque secondo, visto che sono almeno 10 anni che la CGIL fa conferenze stampa, incontri con i politici locali, coinvolge sottosegretari e varie istituzioni con l’intento di far arrivare un po’ di personale alla Casa Circondariale di Forlì.

 Dove era in tutti questi anni il Sappe?

E perché non spende neppure una parola, che dovrebbe essere di indignazione, verso chi continua a distaccare poliziotti penitenziari da Forlì ad altri carceri mettendo in crisi ed in pericolo chi rimane a gestire un consistente soprannumero di detenuti?

Il Sappe non dice che questo personale va anche in istituti che non ne avrebbero alcun bisogno e che si continua a sguarnire soprattutto quelli del nord per fare del “sano” clientelismo. Su questi fatti scandalosi anche la stampa nazionale ha avuto di cosa scrivere.

E quando finalmente, si decide a dire qualcosa sul Carcere di Forlì ne chiede a gran voce la chiusura senza alcun rispetto per tutto il personale, sia di P.P. che amministrativo, che in questa eventualità si vedrebbe trasferito in altri carceri, lontano da casa e dalle proprie famiglie.

Perché il Sappe tratti così male il personale della Casa Circondariale di Forlì nessuno lo capisce, ma l’importante è che ci siano sindacati seri che hanno come finalità la tutela, quella vera, dei lavoratori, quindi assicuriamo tutti i poliziotti e personale amministrativo della Casa Circondariale di Forlì che la CGIL li tutelerà con ogni mezzo dagli attacchi di chiunque li voglia danneggiare.

Cercando di trovare soluzioni concrete e non formulando viaggi fantasiosi e lesivi, si potrebbe dare una prima risposta alla carenza d'organico, fattibile in tempi brevi, prevedendo la  chiusura della Sezione Attenuata, come più volte richiesto dalla CGIL.

Questa Sezione è nata per accogliere non più di 15 detenuta tossicodipendenti ed ora ospita invece circa 50 persone, di cui una parte dovrebbe stare nella Sezione ordinaria perché non destinati a seguire il programma trattamentale dei tossicodipendenti.

Queste presenze sono destabilizzanti, per quei ristretti che vogliono seguire seriamente il programma, e per  il personale di Polizia, che con l’aumento del carico di lavoro, ha purtroppo perso il proprio ruolo di “partecipante” al trattamento, oltre ad essere esasperato per il sovraffollamento dei detenuti e per il fatto di essere sempre troppo pochi in servizio.

 

Inoltre, questa Sezione non è altro che la ex Prigione scuola, che accoglieva solo minorenni, quindi è una struttura che può essere adeguata solo per pochi ristretti che accettano di sottoporsi ad un trattamento finalizzato al reinserimento sociale,  non certo per altri tipi di detenuti. Sono successi episodi che hanno dimostrato proprio la “fragilità” della struttura e quindi quanto sia poco sicura per i Poliziotti che vi lavorano.

 

Quindi come ben chiaro a tutte le persone di coscienza, il Carcere di Forlì e le persone che vi lavorano a vario titolo, necessitano di risposte concrete, che vadano incontro a tutte le diverse esigenze, non dimenticando però che si parla di uomini e donne con specifiche aspettative che rendono un servizio encomiabile, non sottraendosi ai propri compiti istituzionali anche a fronte di difficoltà oggettive, delle quali, chi dovrebbe, non se ne assume la responsabilità.

 

  La Segretaria Gen.le FP                      La Segretaria Stato-Penitenziari

           Antonella Arfelli                                         Daniela Avantaggiato

 

Forlì, 12 marzo 2008