
Bisogna sapere che:
La manovra finanziaria 2006 contiene tre righe che prevedono:
la creazione di un prestito vitalizio ipotecario che consente “finanziamenti a medio e lungo termine con capitalizzazione annuale di interessi e spese, e rimborso integrale in unica soluzione alla scadenza, assistiti da ipoteca di primo grado su immobili residenziali riservati a persone fisiche con età superiore ai sessantacinque anni compiuti”.
A questa formula deve seguire necessariamente una normativa con un decreto di attuazione che definisca le condizioni, le garanzie bilaterali, i regimi fiscali, la trasparenza, eccetera, eccetera e le garanzie relative. A fine marzo 2006 non è stato ancora emanato nulla né è previsto a tempo breve.
Nel frattempo senza specifiche normative di attuazione, le lobby finanziarie hanno iniziato a fare proposte di prestiti agli anziani, con contratti pericolosi, che prevedono pochi finanziamenti, notevoli oneri di interessi e spese, nonché la perdita di disponibilità effettiva della propria casa.

Tali contratti vengono presentati come applicativi della manovra finanziaria.
Sono in pericolo
Si rischia la disgregazione dei piccoli patrimoni familiari rappresentati dall’abitazione in cui si vive. È un’operazione truffaldina che va ad aggravare ulteriormente il già pesante indebitamento delle famiglie (30%).
I prestiti vengono proposti non ai sessantacinquenni ma agli ultrasettantacinquenni. Prevedono un prestito minimo di 20.000 euro e si calcola che fra capitale, spese e interessi composti si avrà un quadruplicarsi della somma prestata.
Per gli eredi, su cui grava l’onere della restituzione del prestito, non è prevista né una consultazione né un‘informazione prima della stipula del debito.
Già oggi è possibile per gli anziani ultrassessantacinquenni richiedere e ottenere un prestito da banche e finanziarie, tramite varie forme di garanzia compresa quella ipotecaria, senza introdurre elementi di forte rischio per la proprietà. Purtroppo spesso le banche si rifiutano di attivare questo tipo di prestito.
Come comportarsi:
Prima di firmare qualsiasi proposta di finanziamento, sottoporre il contratto a persona esperta, interpellare le associazioni dei consumatori degli inquilini e proprietari utenti, la lega Spi per riferimenti presso gli enti locali, il difensore civico o gli uffici legali della Cgil territoriale.
Non ricorrere mai per alcun motivo a usurai e consimili.
Non avere fretta e attendere che vengano definite le norme attuative del prestito ipotecario per sapersi regolare nel merito.
Se esiste nel frattempo una urgenza inderogabile rivolgersi ad una banca di fiducia e limitarsi a richiedere un prestito contenuto, di entità minima e trasformabile in altre forme di debito.
Per aiuti economici di entità contenuta non bisogna vergognarsi della circostanza, ma è consigliabile ricorrere ad amici e parenti.
Se possibile non dare mai deleghe.
Non accettare offerte, soprattutto degli intermediari finanziari, i quali svolgono attività di consulenza e mediazione, operano con capitali altrui e, quasi sempre, sfruttano poco correttamente condizioni di bisogno.
Spi, Cgil, Federconsumatori, Sunia, Apu, AeA, Categorie stanno elaborando proposte per rendere trasparente, corretto e applicabile il prestito per gli anziani, tramite normative di tutela.
Quali:
Agevolazioni sulle imposte: catastali, ipotecarie e sugli interessi.
Definizione di uno schema concordato di contratto tipo.
Istituzione di un servizio conciliativo, aperto al contributo delle associazioni di rappresentanza.
Richiedere che l’ABI e L’Anci si attivino rispettivamente presso le banche e i Comuni per concorrere all’attuazione della massima trasparenza.


L’enorme costo prevedibile dell’insieme dell’operazione, che comporta un aumento geometrico di spese e interessi difficilmente sostenibili, le stime parlano di
Il peggioramento dei rapporti familiari e intergenerazionali nel caso che l’anziano non consulti o non concordi con i familiari circa l’accensione del debito, con possibili relative trascuratezze, sgarbi o violenze.
Che si infiltri, con operazioni analoghe o con intermediazioni abusive, la malavita organizzata.
La perdita di fatto della titolarità della casa, poiché nei contratti di prestito è vietato: affittarla, subaffittarla, ristrutturarla, adibirla a sede di un’attività imprenditoriale propria, cambiare indirizzo e residenza, trascurare la manutenzione eccetera eccetera.
Si sa dove si parte ma non si sa dove si arriva
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La parte finanziatrice può modificare le condizioni economiche del prestito in relazione a nuove norme fiscali, variazione dei tassi d’interesse, o spese.
Le associazioni dei consumatori (Federconsumatori eccetera)
Le Associazioni dei proprietari utenti (APU eccetera)
Le Associazioni dell’utenza anziana (Auser eccetera)
I Sindacati degli inquilini (Sunia eccetera)
Il difensore civico
Gli uffici legali o gli sportelli appositi istituiti nei Comuni
Gli uffici legali delle Camere del Lavoro
La Lega Spi che può indirizzare l’interessato secondo la presenza di queste associazioni e sindacati nel territorio
I centri di servizi della Cgil
I sindacati dei bancari e del credito
ATTENZIONE: SE CI CASCHI FAI UN BUCO GRANDE COME UNA CASA